Identitatea Românească - Identità Romena
Marted Luglio 16, 2019, 06:22:10 *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie: SMF - Just Installed!
 
   Home   Guida Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: CIVITAVECCHIA:La comunita' romena tra razzismo e integrazione.  (Letto 55346 volte)
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione.
Giancarlo Germani
Moderator
Newbie
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1894


Presidente PIR


Mostra profilo
« inserito:: Mercoled Giugno 08, 2011, 12:28:31 »



Sursa Centimcellae
Cronaca
La comunità romena tra razzismo e integrazione
In aumento gli episodi di intolleranza nei confronti di una popolazione numerosa ma non sempre ancora integrata nel tessuto cittadino
GiannaNannini

CIVITAVECCHIA - Una nuova impennata di razzismo in città? Basterebbe fare quattro passi a piedi per notare il proliferare scritte di stampo razziste, svastiche e croci celtiche e formulare la risposta. Il limite tra semplice stupidità e reale xenofobia è piuttosto difficile da stabilire ma di certo gli episodi riconducibili ad una chiara intolleranza razziale sono evidenti. E le numerose svastiche e croci celtiche sono appunto lì a dimostrarlo.
I più vessati da questo deprecabile mezzo di comunicazione sembrano essere i membri della comunità rumena che, sempre più spesso, sono vittime di offese e di azioni mirate a disturbare le loro attività lavorative.
Matrice politica? Emulazione fomentata da un clima di intolleranza? Ne abbiamo parlato con i proprietari dei negozi di prodotti tipici rumeni presenti in città.
<Sono stata vittima di numerosi episodi di razzismo – ha dichiarato la proprietaria dell’esercizio alimentare di fronte via Annovazzi – oltre agli insulti, le svastiche e le croci celtiche, che ormai rinuncio a rimuovere dal muro (nella foto) , ho subito anche lo sfondamento della mia vetrina. Ora ho installato sistemi di sicurezza, come l’antifurto, ma posso dire che non si lavora con tranquillità. Tutte le sere chiudendo la serranda del mio negozio – ha concluso - spero di trovarlo la mattina dopo come l’ho lasciato>.
Altri commercianti hanno preferito non apparire ritenendo che servizi di questo genere non fanno altro che <fare pubblicità o suggerire> a quanti passano le giornate ad inventarsi azioni di questo genere.
Emerge comunque un dato inquietante: i civitavecchiesi evitano di frequentare i negozi d’alimentari gestiti dai rumeni ed alcuni commercianti hanno dichiarato di < tenersi sul groppone la licenza, piuttosto che venderla ad un rumeno>.
A questo punto viene naturale chiedersi: a Civitavecchia c’è integrazione? Ed i cittadini conoscono realmente la comunità stranere presenti sul territorio comunale?
Secondo i dati dell’ “Archivio delle comunità straniere”, “Relazione rete provinciale delle comunità straniere” (dati aggiornati al 2006), nel Comune di Civitavecchia (51.119 abitanti) gli immigrati residenti sono 1.200 (dati ISTAT) ma, tenendo conto del fatto che non tutti gli stranieri regolari hanno presentato richiesta di residenza, delle nascite di figli di immigrati nell’ultimo periodo e dei ricongiungimenti familiari, si può ritenere che il numero reale sia maggiore. Più della metà dei soggiornanti sono rumeni e un dato interessante è che la maggior parte di essi provengono dalla stessa provincia (Neamt); mentre, per quanto riguarda i residenti, la comunità rumena costituisce il 51,33% del totale degli stranieri.
I minorenni residenti nel distretto sono 438 (con un’incidenza sul totale degli immigrati pari a 17,71%) e vivono, la maggior parte, con almeno un membro della loro famiglia. Le famiglie più numerose hanno difficoltà a regolarizzare tutti i componenti dato il limite di reddito imposto per il ricongiungimento familiare o la coesione familiare e le condizioni alloggiative.
Le tipologie dei permessi di soggiorno sono: per lavoro subordinato (dato estimativo circa 90%), per lavoro autonomo, per motivi familiari (ricongiungimenti e coesioni familiari, presa a carico e matrimonio), per studio e altro. Pochi hanno ottenuto la cittadinanza per estensione, per beneficio di legge o per nascita.
I minori immigrati sono in gran parte irregolari, anche se nati in Italia, viste le difficoltà per l’ottenimento di un permesso di soggiorno o per il ricongiungimento familiare. I minori di età scolastica sono iscritti nelle scuole cittadine ma il loro inserimento risulta alquanto difficile per la mancanza di figure professionali (mediatori culturali, educatori ecc.) e per la mancanza di corsi di lingua italiana. Alcuni minori con età compresa tra i 15 e 18 anni provenienti da famiglie più numerose, con difficoltà economiche, ed alcuni minori non accompagnati abbandonano la scuola per lavorare, per aiutare la famiglia al loro mantenimento. Questi minori non vengono seguiti da
nessuna istituzione o organizzazione. Soltanto nel caso dei minori non accompagnati intervengono i servizi sociali. Le scuole di Civitavecchia, secondo la citata relazione, non svolgono attività di intercultura o attività che possano migliorare l’inserimento e il rendimento scolastico degli alunni stranieri ed è scarsa la collaborazione tra insegnanti e genitori.
L’integrazione risulta dunque difficoltosa. Situazione che senza dubbio peggiorerà con l’introduzione dei provvedimenti approvati oggi ed inseriti nel decreto Gelmini che prevede classi separate tra bambini italiani e stranieri ma soprattutto meno insegnanti di sostegno e riduzione delle ore a disposizione.
L’unica associazione che si occupava dei processi di integrazione era l’ARCI di Civitavecchia che organizzava il dopo scuola multietnico, la ludoteca – “Laboratorio a colori” e corsi di lingua con la collaborazione di personale qualificato. Tutte esperienze positivissime che purtroppo, dopo lo sfratto dai locali del Parco Yuri Spigarelli, sono andate a diminuire se non a sparire del tutto.
I luoghi di aggregazione per i minori sono l’Oratorio dei Salesiani e i centri estivi. La vita sociale degli immigrati è comunque scarsa, limitata soprattutto dalla mancanza di tempo (lavorano quasi tutto il giorno). Il tempo libero lo trascorrono assieme ai loro connazionali (pic nic, feste a casa propria, matrimoni, battesimi ecc) ma anche assieme agli italiani. Sono interessati a ogni tipo di manifestazione culturale a cui partecipano numerosi. Non sono molto interessati alla politica. I luoghi d’incontro degli immigrati sono: il parco “Antonelli”, il bar “Aurelia”, il “Bowling Time Out”, la chiesa ortodossa (per i rumeni), le chiese cattoliche, l’associazione “Coloana Infinitului” (per i rumeni), le feste organizzate ecc. I punti di riferimento: CGIL –Sportello Stranieri, ARCI,
associazione “Coloana Infinitului”, Caritas, il telegiornale in lingua rumena, le chiese e i loro rappresentanti. Le vacanze le trascorrono spesso nel paese di provenienza (anche per risolvere dei problemi e vedere i loro cari) poco in altre città dell’Italia o all’estero. Una parte degli immigrati residenti da più anni in Italia rinunciano alle loro “radici” per diventare “italiani” considerando così il loro inserimento sociale completo. Non frequentano molto i loro connazionali.
Il rapporto degli immigrati con le istituzioni pubbliche risulta abbastanza difficile spesso chiedendo l’intervento degli operatori del sindacato (CGIL soprattutto), degli sportelli per gli stranieri o degli avvocati. Incontrano grosse difficoltà per l’affitto di una casa, per i prestiti bancari, per l’acquisizione di una casa o di altri beni. Negli ultimi due mesi due banche di Civitavecchia hanno aperto dei conti correnti per gli stranieri (Banca Etruria -“Conto World” e Cassa di Risparmio di Civitavecchia – “Welcome Romania”) ma non sono ancora molto conosciute.
Gli immigrati, regolari e irregolari, sono quasi tutti diplomati e una parte laureati ma non viene riconosciuta la loro preparazione professionale. Pochi frequentano i corsi universitari, di preparazione professionale o di lingua per mancanza di tempo e di risorse economiche. La maggior parte di essi sono donne (le donne trovano con più facilità un lavoro). Ultimamente i ricongiungimenti sono più frequenti (anche tra irregolari) in quanto la loro permanenza si prolunga per difficoltà economiche. Si sono verificati problemi familiari (divorzi), problemi di salute dovute allo stile di vita stressante (depressione, psicosi, nevrosi,gastriti, ecc) e alle condizioni pesanti di lavoro (ernie, reumatismi, malattie in seguito a infortuni sul lavoro ecc) e decessi (“morti bianche” in edilizia, tumori e suicidi).
Gli immigrati di Civitavecchia passano un periodo di “inerzia” dovuto sicuramente alla mancanza di fiducia in loro stessi e negli altri, allo stile di vita condizionato dalla rigida legge Bossi –Fini e forse all’idea che “qualcuno farà qualcosa per cambiare la nostra vita”. Ma consideriamo che il detto “L’uomo non vuole solo avere di più ma vuole anche essere di più” si addice anche ai “nuovi cittadini” di Civitavecchia.



Share

Registrato

Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2006-2009, Simple Machines
XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Pagina creata in 0.04 secondi con 21 query.