Identitatea Românească - Identità Romena
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Autore Discussione: La grande lezione dei Senegalesi, cosa vuol dire essere una comunità ...  (Letto 2552 volte)
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Giancarlo Germani
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« inserito:: Gioved Dicembre 15, 2011, 17:21:14 »

In questi giorni i fatti di Torino e Firenze hanno riportato all'attenzione i problemi della immigrazione e della integrazione delle comunità straniere.
La reazione a Firenze ed in tutta Italia della comunità senegalese, dovrebbe far riflettere su cosa voglia dire emigrare all'estero non come singoli individui ma come una comunità di persone che si riconoscono in una ben definita identità culturale, in una parte di un popolo che ha cercato fortuna in altri paesi.
I senegali, così come i filippini, i cinesi e quasi tutte le comunità straniere presenti in Italia, sono ben consapevoli di essere ognuno una parte di un tutt'uno, ogni senegalese sa di far parte e di rappresentare la comunità senegalese.

Quando anni fa a Civitavecchia un poliziotto sparò ed uccise un senegalese, tutti senegalesi, come le dita di una unica mano, protestarono pacificamente, muti ed immobili, in migliaia, dinanzi la Stazione di Polizia, finché il poliziotto in questione non venne fermato.

L'unica vera forza che hanno le comunità immigrate all'estero è quella che esse stesse si danno con la loro coesione, con la solidarietà, con una rappresentanza che le possa tutelare sia verso le istanze che possano avere verso la madre patria sia per le necessità comuni che si presentino in Italia.

I senegalesi hanno dei consiglieri comunali, ne avevano uno anche a Firenze, pur essendo extracomunitari e non potendo votare alle elezioni comunali se non quando hanno conseguito la cittadinaza italiana e sono molto rispettati dalle istituzioni e dai cittadini italiani perché sanno farsi rispettare con i fatti ed hanno dei rappresentanti riconosciuti come tali da tutta la comunità senegalese.

Sarebbe bello che altre comunità, invece di mostrare falsi muscoli solo in occasioni di concerti gratuiti, imparassero che nulla può tutelarli meglio sul lavoro, nel sociale ed anche nella vita politica italiana, che diventare una vera comunità come quella senegalese, senza individualismi, senza orgogli, senza manipolazioni ...

Il giorno che 2 milioni di cittadini comunitari che hanno vicino anche qualche decina di migliaia di italiani delle coppie miste, decideranno di mettersi a disposizione l'uno dell'altro, aiutandosi e sostenendosi a vicenda, promuovendo come loro rappresentanti i più degni e meritevoli tra Loro, non quelli suggeriti se non infiltrati da Bucarest, ... allora quel giorno la comunità italo-romena sarà protagonista nella vita sociale e politica italiana e potrà dire più di una parola anche sullo sviluppo sociale e politico della madre patria.

Sino a quel giorno accontentiamoci di vedere i cittadini romeni riuniti solo dai "mici e birra" e dagli spettacoli gratuiti, perdere ogni giorno diritti e dignità sul lavoro e nelle società sia italiana che romena, dove comportandosi più da sudditi che da cittadini ... come tali sono trattati.

Sinceramente credo che questa generazione di immigrati romeni in Italia non sia in grado di alzare la testa e di fare qualcosa di straordinario come unirsi ed auto organizzarsi .... ma aspettando la seconda generazione, che promette tutt'altro approccio ... la speranza è l'ultima a morire.

Uniti suntem o forta.


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