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Autore Discussione: Partiti - Che cosa succede in Europa  (Letto 2348 volte)
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Mihai Muntean
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« inserito:: Gioved Febbraio 16, 2012, 08:59:02 »


                 


                                            LA RIFLESSIONE N° 10, Marzo 2007

                                            Partiti/2 - Che cosa succede in Europa






Tra i paesi dell’Unione europea che hanno una normativa di carattere generale riguardante i partiti ci sono la Germania, la Spagna e il Portogallo.  Qui è la stessa Costituzione a prevedere specifiche disposizioni in materia di partiti; si tratta di paesi, non a caso, le cui Costituzioni sono state approvate dopo esperienze di dittatura e di partito unico. Anche in Austria esiste una legge ad hoc sui compiti, sul finanziamento e sulla propaganda elettorale dei partiti politici.
In Francia, invece, per un lungo periodo, in presenza di una disposizione costituzionale non diversa dalla nostra, per regolare l’attività dei partiti politici si è scelto di utilizzare una legge di carattere generale sulle associazioni del 1901. Ma la più recente legislazione sul finanziamento ai partiti, e la connessa normativa sulla trasparenza della vita pubblica, hanno prodotto una nuova disposizione che prefigura uno statuto specifico dei partiti destinata a sostituire quella fino ad ora applicata, di carattere generale, valida per tutte le associazioni.
In Grecia i partiti politici non solo sono oggetto di una norma specifica della Costituzione, ma sono anche richiamati dalla disposizione costituzionale che disciplina il procedimento di formazione del governo. In questo paese si è discusso a lungo non solo sull’opportunità ma anche sulla legittimità costituzionale di un eventuale intervento legislativo in materia, alla luce di un principio di separazione e non interferenza tra Stato e sistema dei partiti che si vogliono far concorrere così alle istituzioni come soggetti di diritto privato.
Nel Regno Unito, infine, dove i partiti sono, tradizionalmente, una emanazione dei gruppi parlamentari, il Political Parties, Elections and Referendums Act del 2000, disciplina la loro registrazione. Rendere obbligatoria la registrazione dei partiti politici è stato ritenuto un passo necessario per poter procedere alla previsione di un finanziamento pubblico dei partiti ed alla disciplina della propaganda elettorale a livello nazionale.  Soprattutto nel momento in cui,  con l’adozione dell’Additional Member System come sistema elettorale per le assemblee di Scozia e Galles,  una parte dei candidati si trova ad essere  eletta non più a livello di collegio ma in liste c.d. bloccate (liste il cui ordine di elezione è stabilito dal partito e non può essere modificato, al momento del voto, dall’elettore).
In Austria, Germania, Portogallo, Spagna, norme circostanziate disciplinano il deposito dello statuto dei partiti, la loro pubblicità, l’acquisizione della personalità giuridica. In alcuni di questi paesi, le disposizioni si addentrano nell’organizzazione interna, fissano i diritti e i doveri degli iscritti,  regolano la  formazione della volontà degli organi di partito.
Austria
I partiti politici, riconosciuti dalla Costituzione, devono, secondo la legge federale, dare pubblicità ai loro statuti con il deposito  presso il Ministero federale dell’interno. E’ con il deposito dello statuto che il partito acquista la personalità giuridica. Ogni partito che gode di finanziamenti deve rendere conto pubblicamente della corretta utilizzazione degli stessi, a tal fine è istituita una apposita Commissione per il controllo delle spese elettorali. La Commissione, i cui membri sono nominati dal governo federale, è presieduta dal Ministro federale dell’interno.
Germania
Nel 1967, in attuazione di quanto disposto dalla Legge Fondamentale,  è approvata la Parteiengesetz, la legge generale sui partiti che, dopo numerose modifiche, specialmente in materia di finanziamento pubblico, è ancora oggi in vigore. Il Titolo II, che riguarda l’organizzazione interna, stabilisce l’obbligo per gli organi direttivi di comunicare al presidente della commissione elettorale federale lo statuto e il programma del partito, oltre ad altri dati , come i nominativi dei membri del direttivo.
Portogallo
I partiti acquisiscono la personalità giuridica con l’iscrizione in un registro tenuto dal Tribunale Costituzionale. La richiesta di iscrizione deve essere accompagnata, tra l’altro, dal progetto di statuto, dal programma e dal simbolo. Una volta deliberata l’iscrizione, il Tribunale Costituzionale dispone la pubblicazione della sua decisione con lo statuto del partito nella Gazzetta Ufficiale. In attuazione di quanto disposto dalla Costituzione, la legge stabilisce le regole per il finanziamento dei partiti, in particolare i requisiti ed i limiti del finanziamento pubblico.
Spagna
I partiti sono menzionati da diverse disposizioni della Costituzione, ma la disciplina di dettaglio è contenuta in una legge organica, che tra l’altro, prevede che la fondazione del partito sia formalizzata attraverso un atto costitutivo pubblico che deve contenere i dati dei componenti gli organi direttivi, la denominazione e lo statuto del partito. L’iscrizione dell’atto di fondazione e degli statuti nel Registro dei partiti politici istituito presso il Ministero dell’interno conferisce al partito personalità giuridica. I partiti spagnoli sono destinatari di finanziamenti  pubblici .
Regno Unito
Nel 1998 si è provveduto per legge ad istituire un procedimento di registrazione dei partiti con evidenza pubblica. Ad una speciale commissione  sono attribuite competenze specifiche non solo nella fase elettorale e in quella di registrazione dei partiti, ma anche in quella di controllo delle gestione finanziaria, nonché in materia di pubblicità politica sui media. La registrazione si effettua  attraverso la compilazione di un modulo in cui si specificano nome del partito, sede, nominativi delle tre cariche principali. Sono allegati: il documento relativo alla struttura finanziaria del partito e il simbolo. La commissione provvede anche ad erogare finanziamenti (pubblici) in specifica corrispondenza di iniziative di politica generale adottate dai partiti e previste dai loro programmi.
Grecia
I partiti sono esplicitamente riconosciuti dalla Costituzione, che,  dopo la riforma  del 2001,  prevede anche il loro finanziamento da parte dello Stato per le spese elettorali e per quelle d’esercizio. I partiti non sono considerati persone giuridiche ai sensi del codice civile, sono invece ritenuti “associazioni di persone di diversa natura” che possono ugualmente godere dei diritti o assumere gli obblighi necessari allo svolgimento delle loro funzioni costituzionalmente riconosciute.
Nell’ambito della questione dello statuto dei partiti un tema autonomo ma, certamente, connesso è quello delle regole del  finanziamento pubblico dei partiti. In Germania proprio partendo da questo tema si è arrivati all’approvazione della legge generale sui partiti.
Il fatto che la normativa sugli statuti dei partiti, in più di un caso, sia strettamente connessa a quelle sul finanziamento pubblico è spiegato proprio dalla opportunità di conformare i partiti ad “un regime di evidenza pubblica”, necessaria nel momento in cui si decide di finanziarli con risorse pubbliche.
Verso uno statuto dei partiti europei
Nel 2003 l’Unione Europea (UE) si è dotata di una legislazione comunitaria per concedere sussidi pubblici ai partiti politici europei. Il  regolamento relativo, entrato in vigore nel 2004, fissa le condizioni necessarie per poter identificare “un partito politico a livello europeo”, riconoscimento che dà diritto al finanziamento comunitario.  Esse sono:  possedere la personalità giuridica nello Stato membro in cui esso ha la sede; rispettare, in particolare nel suo programma e nella sua azione, i principi sui quali è fondata l’Unione europea, vale a dire i principi di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti dell’uomo, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto; essere rappresentato da membri eletti al Parlamento europeo o in assemblee legislative a livello nazionale o regionale in almeno un quarto degli Stati membri (l'alternativa è avere ottenuto perlomeno il 3% dei suffragi espressi nelle ultime elezioni al Parlamento europeo in ciascuno di questi Stati membri); aver partecipato alle elezioni europee o averne espresso l'intenzione.
Infine la domanda di finanziamento a carico del bilancio generale dell’Unione europea deve essere corredata da uno “statuto che definisca segnatamente gli organi responsabili della gestione politica e finanziaria, e gli organismi o le persone fisiche che detengono, in ciascuno degli Stati membri interessati, il potere di rappresentanza legale, in particolare per quanto riguarda l’acquisizione o la cessione di beni immobili e la capacità di stare in giudizio”.  Il 23 marzo 2006, il Parlamento europeo, con 498 voti favorevoli, 95 contrari e 7 astensioni, ha adottato la relazione di Jo Leinen (PSE, DE) sui partiti politici europei  con la quale si chiede “un vero e proprio statuto dei partiti politici europei” che definisca i loro diritti e doveri e dia loro la possibilità di ottenere una personalità giuridica basata sul diritto comunitario, valida anche negli Stati membri. In effetti, allo stato attuale, i partiti politici europei possono solamente avere uno statuto legale basato sulla loro personalità giuridica nel paese in cui hanno la propria sede. Alcuni di essi, per convenienza, hanno scelto la forma giuridica dell'associazione belga senza scopo di lucro mentre altri hanno optato per la forma giuridica di un'associazione internazionale senza scopo di lucro. Nella risoluzione approvata si sottolinea, in particolare, la necessità che detto statuto contempli “regole concernenti l'appartenenza individuale ai partiti politici a livello europeo, la loro direzione, la candidatura e le elezioni nonché le modalità e il sostegno per i congressi e le riunioni di tali partiti”.
La questione è ancora aperta, ma il tema della regolamentazione dei partiti è ormai all’ordine del giorno anche in Europa.


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Citazione
In effetti, allo stato attuale, i partiti politici europei possono solamente avere uno statuto legale basato sulla loro personalità giuridica nel paese in cui hanno la propria sede.




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