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Autore Discussione: 9 MAGGIO FESTA D'EUROPA.  (Letto 1539 volte)
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Giancarlo Germani
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Presidente PIR


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« inserito:: Mercoled Maggio 09, 2012, 13:47:14 »



E adesso festeggiamo 
il 9 maggio, giornata europea
Potito Salatto e Salvatore Tatarella lo ricordano. E' dal 1950, da quando Schuman lanciò l'idea di unire il vecchio continente, che celebriamo l'evento


Il 9 maggio 1950 Robert Schuman presentava la proposta di dar vita a un'Europa organizzata, solidale, necessaria al mantenimento di relazioni pacifiche tra gli Stati del Continente, dopo anni di cruente guerre. La proposta, nota come "Dichiarazione Schuman", fu l'atto di nascita dell'Ue. Da allora il 9 maggio diventatò giornata europea, è sempre stata festeggiata come una data storica di incommensurabile novità, foriera di pace e benessere per i popoli del Vecchio Continente. Dopo 62 anni di entusiasmo e orgoglio, stavolta ci sarà poco da celebrare gioiosamente per colpa della crisi che attanaglia tutti i cittadini dell'Ue e non solo. Ci auguriamo, dunque, che possa invece essere un corale momento di riflessione per comprendere quanto sia necessario far fare alle istituzioni un salto di qualità e di adeguamento a un mondo radicalmente cambiato. Un salto di qualità che ridisegni le istituzioni comunitarie, che le rilanci in termini politici, che non le renda succubi della finanza gestita da cinici protagonisti a danno della crescita economica e della salvaguardia del benessere sociale. L'Italia, superando finalmente il suo atavico provincialismo, ha compreso quanto sia importante il contesto europeo per le scelte che il Paese deve operare e ha riacquistato un suo ruolo nel concerto delle nazioni che ne compongono l'unità. Dobbiamo tutti noi, cittadini di questa entità politica, indicare strade nuove di coesione economica, fiscale, militare, sociale, sforzandoci di superare quegli egoismi nazionalistici (Germania, Francia, Inghilterra) mai sopiti che hanno prodotto solo danno al benessere di tutti e in particolare alle nuove generazioni. Guai se il sogno dei padri fondatori si trasformasse in incubo. Significherebbe accelerare quella crisi della civiltà occidentale che sembra sempre più profilarsi all'orizzonte, con conseguenze catastrofiche soprattutto per i giovani. Per impedirlo abbiamo assoluto bisogno da un lato di un sussulto d'orgoglio dei cittadini europei, dall'altro, come diceva Alcide De Gasperi, indiscusso protagonista del sogno dell'Ue, servono "non politici che guardino alle elezioni, ma statisti che guardino alle nuove generazioni". Con questo spirito, partecipiamo tutti il 9 maggio alla festa dell'Europa con rinnovata fiducia e speranza in noi stessi e in chi avremo scelto per il gravoso compito di governarci.


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