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Autore Discussione: PD.UDC,FLI:CONCLUDERE I PROCESSI IN 6 MESI....WE CAN......  (Letto 1901 volte)
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Giancarlo Germani
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Presidente PIR


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« inserito:: Mercoled Maggio 16, 2012, 14:58:21 »

GIUSTIZIA, PD-UDC-FLI, CONCLUDERE I PROCESSI IN SEI MESI E´ POSSIBILE
 
(AGENPARL) - Roma, 15 mag - "Concludere i processi in tempi rapidi, arrivando a una pronuncia del giudice anche in sei mesi. Lasciare la giustizia ai tecnici e non ai privati, i cosiddetti mediatori, salvaguardando quel principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione che non è affidabile a soggetti che hanno scopo di lucro. Sono questi i principali spunti emersi nel corso del convegno "Linee guide per una riforma possibile del processo civile" che si è tenuto questo pomeriggio nella sede romana del Parlamento europeo. Tra i presenti avvocati, magistrati e politici, tra cui l´on. Mario Cavallaro (Pd), membro della Commissione Giustizia della Camera e gli eurodeputati Giuseppe Gargani (Udc) e Potito Salatto (Fli), che ha organizzato l´incontro assieme al Centro Studi Akademos aderente ad Assoforum 2007. "Bisogna trovare soluzioni - ha spiegato Salatto - per rendere la giurisdizione più agevole, salvaguardando il diritto alla difesa del cittadino e favorendo gli investitori internazionali, che oggi si scontrano con le lungaggini dei processi. Perciò, qualsiasi riforma della giustizia deve porre al primo posto l´autonomia dei magistrati come diritto dei cittadini e come dovere dei magistrati stessi". "Un istituto come quello della mediaconciliazione - ha detto Mario Cavallaro - va pertanto inquadrato in un sistema processuale che non comporti oneri per i cittadini e non renda privatistico l´esercizio della giurisdizione. Insomma, non possiamo esporci a una regolazione di tipo mercantile". E' quanto si legge in un comunicato di Potito Salatto eurodeputato del Fli.
"La mediazione - ha ricordato l´onorevole Gargani - deriva da un principio stabilito da una direttiva europea per bilanciare il diritto dei cittadini a essere giudicati da un giudice con la necessità di regolare i rapporti tra le persone in maniera più rapida. Ma è inaccettabile che in Italia si crea una sproporzione di tipo affaristico per la lentezza endemica della giustizia".
"Anche perché - ha fatto notare il magistrato Pietro Persico - bisogna assolutamente evitare che la giustizia si esponga a rischi di contaminazione con la criminalità o con poteri forti di tipo economico e politico. E´ troppo importante non delegittimare il ruolo del giudice".




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