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Autore Discussione: Drepturile romanilor in Italia dupa 1 ianuarie  (Letto 4511 volte)
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Miruna.Cajvaneanu
Utente non iscritto
« inserito:: Venerd Dicembre 29, 2006, 09:13:05 »

Intervista
Romeni e bulgari: ecco cosa cambia dal primo gennaio 2007
ROMA - Un radicale cambio di orizzonti si prospetta per i cittadini romeni e bulgari che vivono o vogliono trasferirsi in Italia.

Con la decisione di ieri espressa dal Governo nell'ultimo Consiglio dei Ministri dell'anno, si aprono scenari decisamente nuovi per centinaia di migliaia di stranieri.

Dal primo gennaio 2007, quando diventeranno a tutti gli effetti cittadini Ue, i romeni e bulgari che hanno intenzione di lavorare in Italia come badanti, colf, operai edili, metalmeccanici e stagionali godranno dell'apertura immediata al mondo del lavoro, senza più dover passar attraverso la macchinosa procedura del decreto flussi.
Per tutti gli altri lavoratori subordinati gli ingressi continueranno ad essere regolati, fino a fine anno, da un decreto flussi specifico, ma con procedure semplificate.

Innanzitutto il totale diritto alla libertà di circolazione in Italia per chi entra per motivi di turismo, studio e lavoro autonomo.
La novità più importante, sul fronte lavorativo, riguarda badanti, colf, operai edili, metalmeccanici, lavoratori dirigenziali, altamente qualificati e stagionali. Tutti questi lavoratori beneficeranno dell'assunzione diretta, senza rientrare nella logica delle quote d'ingresso dei flussi. Questo significa che se vogliono lavorare in Italia, sarà sufficiente la stipula del contratto di lavoro senza passare per lo Sportello Unico. Poi, presentando il contratto di lavoro e gli altri documenti (polizza sanitaria, disponibilità di un alloggio) riceveranno la carta di soggiorno per motivi di lavoro.

E per chi non rientra in queste categorie, cosa succede?
Per loro vigerà il sistema delle quote in vigore per i neocomunitari. Un decreto ad hoc regolamenterà gli ingressi, che saranno comunque sostanziosi. Questa "restrizione" durerà fino al 31 dicembre del 2007, anche se per loro sono previste delle procedure semplificate.

Quali?
Non è prevista la richiesta del visto di lavoro nel Paese d'origine. Nessun ritorno in patria, quindi, se questi aspiranti lavoratori si trovano già in Italia.

Cosa succede per chi ha fatto domanda di assunzione di un lavoratore romeno o bulgaro con i flussi 2006?
Tutti coloro che hanno ottenuto (o devono ottenere) il nulla osta al lavoro non potranno più terminare la procedura dei flussi e richiedere il visto per lavoro, poiché i visti possono essere rilasciati solo ai cittadini extracomunitari. Probabilmente una circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarirà tutta la faccenda. La soluzione più logica (ed auspicabile) è che chi ha ottenuto la quota con i flussi 2006 vada direttamente allo Sportello Unico con il datore di lavoro a firmare il contratto, senza dover tornare in patria a richiedere il visto.

Per chi ha avuto un espulsione, cambierà qualcosa?
Così come è successo per i neocomunitari del 2004 (Polonia, Estonia, ect.) in virtù di una circolare ministeriale verranno annullate d'ufficio tutte le espulsioni amministrative. Quelle cioè eseguite nei confronti di cittadini trovati sprovvisti di permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto e non rinnovato.

Fonte: Stranierinitalia
« Ultima modifica: Gioved Gennaio 01, 1970, 01:00:00 da Miruna.Cajvaneanu »

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