Identitatea Românească - Identità Romena
Sabato Agosto 24, 2019, 20:42:27 *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie: SMF - Just Installed!
 
   Home   Guida Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: La prostituzione in Italia, causa allarme sociale  (Letto 1490 volte)
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione.
ADRIAN TEODORESCU
Utente non iscritto
« inserito:: Marted Aprile 14, 2009, 21:58:55 »

Ormai, è un dato di fatto - non c’è società in cui la prostituzione non esiste, quindi inutile girare in torno al problema, il problema c’è, e deve essere affrontata senza pregiudizi.
La regolamentazione della prostituzione, ridurrà al minimo la prostituzione di strada, dove i ”clienti” vanno “adescati” , eliminando cosi le proteste dei cittadini che non gradiscono vederle, mettendo inoltre le prostitute nella situazione di lavorare in piena legalità e con grande sicurezza personale.
Aggiungiamo naturalmente i controlli sanitari e di ordine pubblico ed si potrebbe avere una soluzione praticamente perfetta e razionale.
Il Codice Penale dovrà senz’altro punire solo chi sfruttano i minori di 18 ani oppure, chi costringe le donne a prostituirsi contro la loro volontà.
Oltretutto, la legge deve obbligare le prostitute a registrarsi al fisco, per pagare le tasse e naturalmente di avere in cambio la pensione, assistenza sociale, assistenza sanitaria ecc.
Probabilmente potrebbe sorgere il problema che qualcuna di loro non vorrebbe che si sappia che lavorano come prostitute, magari per non sentirsi socialmente emarginate una volta che cessano quest’attività, oppure perché un giorno pensano di mettere in piede una famiglia e che non vogliano che qualcuno li posa conoscere il passato.
Facendo leva su quest’ultima motivazione, tante ragazze giovani vedono la prostituzione come un’attività provvisoria, solo per pochi ani e magari non sono interessate a usufruire dei benefici come la pensione, dovendo cosi lasciare subito alle case dello stato, una parte consistente dei propri guadagni.
Arriviamo al problema delle prostitute immigrate clandestine, che nella situazione precaria in quale si trovano, non possono sommergere e registrarsi.
Ultimamente, la clandestinità è diventato un reato, quindi non vedo perché, usare due pesi e due misure fra un immigrato irregolare che lavora in una fabbrica in nero e una prostituta immigrato irregolare che lavora sul marciapiedi o in una “Cassa chiusa” o come vogliamo chiamarla.
Se la prostituzione verrà riconosciuta come un lavoro, senz’altro bisogna che lo Stato Italiano rilascia i visti di ingresso alle straniere che vogliono venire in Italia a fare questo lavoro, naturalmente a pari condizioni come per tutti coloro che vogliono venire in Italia per lavoro in industria, ecc.
Queste “Casse chiuse”, devono essere considerate come un monopolio dello Stato Italiano, le prostitute pagano un tot al giorno per la stanza e parte di queste somme vanno nelle case dello Stato Italiano come le accise per i carburanti, le sigarette, ecc.
Riassumendo si può dire che in queste condizioni, le prostitute potranno lavorare al “chiuso”, c’è la separazione fra l’attività professionale e la vita privata perché dopo il lavoro tornano nel loro appartamento, c’è la sicurezza personale perché nel caso di pericolo, i “buttafuori” delle “Casse chiuse” possono essere avvertiti premendo un pulsante nascosto, oppure la stessa Polizia pattuglia le quasi dette “zone a luci rose”.
La prostituzione praticata in questi termini, presenta vantaggi anche per chi non è interessato, per chi a prostitute non ci va, una maggiore sicurezza sanitaria, in generale e praticamente niente prostitute in vista sul marciapiede.
Rimane un aspetto però, che lo trascurato fin’ora apposto, cioè la criminalità.
Da sempre la prostituzione, per il suo “marchio” di attività, fa parte di quelle attività dove la malavita cerca sempre di infiltrarsi e in parte molto speso ci riesce.
Forse possiamo dire che si trova solo la prostituzione in questa situazione? Io credo di no.
Allora come la mettiamo con tutto ciò che viene considerato “vizio”: sigarette, gioco d’azzardo, scommesse, ecc.
Perciò sono assolutamente ipocriti gli alti “lamenti moralistici” che si scagliano contro la prostituzione tentando di farla identificare come attività criminosa: lo è non più dei Casinò, delle corse dei cavalli o dello spaccio di alcolici ai tempi del proibizionismo …
La presenza della malavita non deve essere vista solo a modo generale, cioè nell’ambito della tratta e la schiavitù, perché gestire una “Cassa Chiusa” non vuol dire di per se schiavizzare o costringere le prostitute.
E’ la stessa cosa come, quando una pizzeria è,gestita dalla mafia, quindi va combattuta la mafia e in nessun caso va buttata giù la pizzeria. Si o no?

http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2009/01/25/MD1PO_MD170.html
http://sangiorgioinbosco.blogolandia.it/2009/02/16/la-prostituzione-in-italia-causa-allarme-sociale/


Share

Registrato

Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2006-2009, Simple Machines
XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Pagina creata in 0.058 secondi con 18 query.